lunedì 24 agosto 2015

SELFIE: A BLOGGER TELLS ...







Il selfie nasce nel lontano 2000 grazie alla diffusione dei social networks e di cellulari che sono diventati migliori delle macchine fotografiche. Come lessi giorni fa "for every good selfie, there are 47 failed ones", numerosi sono i tentativi volti a migliorare il miglior ritratto e ad accentuare il piacere di utilizzare i filtri per modificarlo e postarlo ;)
Il mio fare selfie, però, nasce con l'apertura del fashion blog. Nasce, pertanto, per una ragione pratica: laddove non ho a disposizione un fotografo, le mie followers possono sempre rimanere aggiornate sugli outfits che propongo e sul mio lifestyle giornaliero. Non c'è mania di protagonismo, né insicurezze latenti, tanto meno il seguire una moda passeggera. Il selfie, a mio avviso, non nasconde una patologia preoccupante. E' la frazione di un attimo che va letto per il suo originario significato, ossia il gioco individuale o condiviso in una società multimediale. Agli scienziati americani piace molto enfatizzare questo fenomeno, ma è più semplice di quello che sembra: ad ogni selfie caricato, qualche risata esce, senza esser macchiati da nessuna onta. Che sia una duckface o un bel corpo in vista, quindi, ciò che conta è ridimensionare il tutto.
Giorni fa, ho ceduto alla tentazione di comprarmi l'asta. Il solito indiano, che tormenta i romani, si è avvicinato e ha compiuto la sua opera di convincimento. Sta lì, davanti al mio Mac e non mi dà fastidio. Non credo che l'integrità morale di una persona si misuri se la si utilizza. 
Buon selfiemania a tutti e, se dovete ostentare, esagerate con i selfie e non con le menzogne!!
















The selfie was founded in 2000, thanks to the spread of social networks and mobile phones that have become best cameras. As I read days ago "for every good selfie, there are 47 failed ones", there are numerous attempts to have the best picture of all, the fun craze use filters to edit and post it.
My selfie do, however, comes with the opening of the fashion blog. Arises, therefore, for a practical reason: if I don't have no a photographer, my followers will always stay up to date on the outfits that I propose and my daily lifestyle. There aren't mania, or latent insecurities, let alone follow a fad. The selfie, in my opinion, does not hide a troubling disease. It's a fraction of a moment which should be read in its original meaning, that is, the individual play or shared in a multimedia company. American scientists really like to emphasize this phenomenon, but it's easier than it looks: each selfie loaded, laughter comes out, without being spotted by any shame. Whether a duckface or a beautiful body in view, then, what matters is to resize the whole.
Days ago, I succumbed to the temptation to buy the auction. The usual guy from Bangladesh, that haunts the Romans, has approached and has done its work of conviction. It stands there, in front of my Mac and I do not mind. I do not think that the moral integrity of a person is measured by whether you use.
Selfiemania good at all and, if you have to flaunt, exaggerated with selfie and not with lies !!












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